Skopje (Macedonia)

Una città mostruosa

Buongiorno Italia, io direi che passiamo qualche giorno a Skopje, in Macedonia, una città pazzesca, patria di Madre Teresa. Faremo tanti giri per il centro ed andremo con bus (tipico) e funivia a vedere la Millennium Cross, quella croce enorme posta in cima alla montagna. Certo trovare il parcheggio non è cosa semplice, affatto, a meno che tu non abbia un telefono funzionante in Macedonia, in tal modo puoi comodamente pagare i parcheggi comunicando tramite SMS la tua targa. Purtroppo con Iliad internet, le telefonate e di conseguenza anche gli SMS non funzionavano mai. Merita? Ovvio che si! C’è molta microdelinquenza ma il posto è decisamente tipico e meritevole.

Come sempre ti ho messo la mappa con le posizioni GPS dei parcheggi gratuiti, in alcune puntine ci sono anche i rubinetti dell’acqua, le zone di scarico delle acque nere e grigie e le colonnine della corrente. La cosa più simpatica ed utile di questo sito credo siano i video, segui la serie su YouTube (https://www.youtube.com/c/LePuntinedelMondo) e non dimenticarti di iscriverti in modo da avere sott’occhio tutte le novità dei posti scoperti!

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Informazioni dal Web

Skopje (Macedonia)

Skopje (in macedone Скопје; in albanese Shkup; in bulgaro Скопие) è la capitale e la città più popolosa della Macedonia del Nord, con 811.045 abitanti.

La città di Skopje costituisce una speciale area amministrativa nell’ordinamento dello Stato, la Grande Skopje, costituita da dieci comuni.[1] Con più di un quarto della popolazione del Paese, è il centro politico, culturale, economico ed accademico della nazione. Conosciuta al tempo dei romani sotto il nome di Scupi, la città si è sviluppata rapidamente dopo la seconda guerra mondiale, ma questa crescita venne interrotta nel 1963, quando fu colpita da un disastroso terremoto.

Skopje si trova lungo il corso superiore del fiume Vardar (Assio) e su una delle strade principali dei Balcani tra l’Europa centrale ed Atene. È un centro principale per le industrie metalmeccaniche, chimiche, tessili, di stampa e concerie, ma ha sofferto molti fallimenti dal 1991. Lo sviluppo industriale della città è stato accompagnato dallo sviluppo del commercio e del settore bancario, così come nel campo della cultura e dello sport. Skopje è anche un mercato di prodotti agricoli e zootecnici. L’università risale al 1949, quindi la città è anche un importante centro culturale nell’ambito della Repubblica. Ospita uno dei due aeroporti dello stato.

Skopje ebbe origine da un insediamento illirioScupi, conquistato dai Romani e centro importante prima della Dardania e poi della Mesia. Per la sua posizione strategica sotto Augusto fu sede di una fortezza legionaria. Dopo la caduta dell’Impero romano d’Occidente, Skopje cadde sotto il dominio bizantino e a Tauresio, a 20 chilometri dalla città, nacque Giustiniano, uno degli imperatori che resero grande Costantinopoli. Proprio sotto il suo dominio Scupi venne devastata da un terremoto, nel 518, l’imperatore allora, ordinò la ricostruzione della città che venne ribattezzata Justiniana Prima. Con l’arrivo dei Bulgari nell’area balcanica, iniziò una lotta secolare tra i bizantini e i nuovi venuti. Nel 972 cadde in mano bulgara e sotto il regno di Samuele divenne capitale del fugace Primo Impero bulgaro, ma già nel 1018 tornò sotto il governo di Costantinopoli. Nel 1282 Stefano Uroš II Milutin entrò a Skopje e nel 1346 Stefano Dušan, che aveva fatto la città capitale del suo regno vi si proclamò zar. Nel 1392 i Turchi Ottomani conquistarono la città, che ribattezzarono Üskub: iniziò una dominazione lunga 520 anni, che lasciò un’impronta indelebile. Furono costruite importanti infrastrutture, tra cui il ponte sul Vardar, si aprirono alberghi, si innalzarono moschee e minareti. Skopje divenne una città cosmopolita, e proprio per questo motivo molti ebrei in fuga dalla Spagna si trasferirono qui; la popolazione raddoppiò e nonostante nel 1555 un terremoto l’avesse colpita, la città risorse rapidamente. Non si risollevò invece dal sacco perpetrato, nel 1689, dalle truppe austriache del generale Piccolomini. Dilagò anche un’epidemia di colera, scoppiata in origine tra gli occupanti, ma che ben presto decimò gli abitanti di Skopje, che non si risollevò più dopo quell’avvenimento.

Skopje, al termine della prima guerra balcanica, nonostante le rivendicazioni del governo di Sofia, fu annessa dalla Serbia, che la tenne anche dopo il secondo conflitto. Invasa dai bulgari nel 1915, tornò al termine della prima guerra mondiale al neonato Regno dei Serbi, dei Croati e degli Sloveni. Durante la seconda guerra mondiale venne annessa, come buona parte della Macedonia, alla Bulgaria.

Liberata nel 1944 Skopje fu capitale della Repubblica Socialista di Macedonia e fece parte della Jugoslavia. Il terremoto del 1963 rase al suolo buona parte della città, composta per lo più da edifici risalenti al periodo ottomano; vennero così innalzati edifici di stampo socialista e aperti i larghi viali che oggigiorno attraversano la città. Nel 1991, la Macedonia jugoslava diventò stato indipendente e Skopje ne divenne la capitale. Nel 2001 vi furono gravi scontri tra l’esercito macedone e i miliziani albanesi.

Il terremoto del 1963 ha distrutto diversi monumenti di rilievo e molte zone storiche ma sono comunque ancora visibili alcuni siti di rilievo culturale. Il nuovo piano urbanistico della città dopo il terremoto fu affidato al celebre architetto giapponese Kenzō Tange[3] e i lavori furono terminati attorno al 1980.

Fra i monumenti della città si annoverano chiese bizantine, il ponte di pietra voluto dal conquistatore turco Maometto II e il bazar. È inoltre presente una targa commemorativa a ricordo della nascita di Madre Teresa di Calcutta, a cui recentemente è stato eretto un mausoleo in pieno centro, nella Makedonska Ulica.

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